Ho conosciuto Maria nella mia esperienza di volontaria a Villaggio Amico. Svolgo un laboratorio artistico creativo con gli anziani del centro diurno.

Ovviamente sapevo che la mia formazione di insegnante di scuola elementare mi avrebbe aiutato solo per le competenze, ma non per l’approccio. Qui è tutto diverso: ci sono persone anziane, con oggettive difficoltà di motricità fine; ci sono persone colpite dall’alzheimer o da altri disturbi e altre con fragilità emotive, ma ognuna di loro è unica, con una personalità ben definita, con un trascorso che diventa un enorme bagaglio di esperienze di vita.

Ho legato facilmente con tutti perché è nella mia natura ma devo dire che Maria è la mia preferita. Ogni giovedì mi accoglie con un sorriso e tanta voglia di mettersi all’opera. Non parla Maria, o quanto meno, ci prova, ma i danni lasciati da un ictus, sono ben visibili. Gli occhi però dicono molto più delle parole e, quando ha necessità di elaborare un discorso più complesso, scrive.

Ha iniziato a frequentare il centro circa quattro anni fa; il figlio, con il quale convive, aveva saputo dal Comune di questa opportunità e lei ha insistito per andare. La sua vita è così travagliata che non credo ci siano tante persone al mondo che potrebbero rispondere ai “no” della vita con questa energia, questa forza interiore che diventa avvolgente per chi ha la fortuna di incontrarla. Aveva 48 anni quando ha cominciato ad avere problemi di cuore ed altri ad esso correlati. La rendono emiplegica e con difficoltà di articolazione della parola.

Non molla. Usa tutta la sua volontà per riprendersi. Fa fisioterapia, logopedia e pian piano inizia a misurarsi con questo corpo che non risponde più come una volta. Sempre col sorriso, sempre con la voglia di farcela. Ma la vita le chiede un’altra prova…

Mentre mi spiega queste vicissitudini ( un po’ con carta e penna, un po’ a gesti), io sono affranta. Davvero non so cosa dire. Lei comprende il mio imbarazzo e sul foglio scrive “niente paura, per fortuna era benigno” e mi fa l’occhiolino. Ancora una volta però è costretta a rimettersi in gioco: riabilitazione, fisioterapia, logopedia… Avendo lavorato una vita intera, Maria è incapace di stare ferma. Continua a fare le cose che faceva un tempo, ma un giorno cade e si rompe un femore. C’è qualcuno che crede che questo ulteriore incidente di percorso l’abbia fermata? Assolutamente no. Non si arrende la bella signora dal sorriso contagioso.

 

Le chiedo se non sia arrabbiata con la vita per averle fatto subire tutte queste pene.

Mi guarda, pensa, poi scrive su un foglio: “ la vita può cambiare da un giorno all’altro e non è colpa di nessuno. Sta a noi tirare fuori gli artigli e dimostrare di che pasta siamo fatti. Io sono molto paziente ma anche incredibilmente tenace. Questi, credo siano i miei punti di forza. E poi adoro divertirmi, anche con poco. Accetto le critiche, tanto poi me ne frego, altrimenti non si va avanti più. Io ho trovato comunque la forza di superare le avversità e se posso, mi arrangio da sola. Al mattino faccio le mie piccole cose, faccio bollire le patate, preparo le verdure, cerco di tenere in ordine la casa. A dire il vero mio figlio non vuole, ma la signora che viene a darmi una mano non può fare tutto in un’ora no? Quindi faccio finta di nulla e quando lui va a lavoro io mi metto all’opera”.

Durante i laboratori, qualche volta ho avuto l’impulso di andare ad aiutarla, anche se ho imparato che la richiesta di aiuto deve arrivare da loro. Ho osservato i suoi movimenti ed era spettacolare: aveva trovato tutta una serie di strategie compensative per lavorare e divertirsi. Usa la bocca per tenere fermo il pezzo di stoffa che deve tagliare; usa le ginocchia per riavvolgere gomitoli di lana.

 

Ciò che adora però è dipingere e tutta la sua creatività, esuberanza, allegria, emerge in tutto il suo splendore. Tutti le vogliono bene anche se credo che con Ersilia sia nata un’amicizia particolare, più profonda. Ersilia, che potrebbe essere la sua mamma in quanto a differenza d’età, in diversi momenti diventa la sua voce. Si lascia fare i dispetti da Maria che di carattere è molto burlona, senza fare una piega.

Il mio pensiero ad alta voce, al termine di questa chiacchierata con lei è: “lei è fantastica, ma a me tutto questo appare come una profonda ingiustizia…” Ha in mano i pennelli mentre parliamo; si ferma e mi guarda, poi intinge la punta del pennello nella tempera e si pizzica leggermente le guance.

“Aspetti Maria, le faccio una foto, è troppo divertente”. Lei si mette in posa e mi una linguaccia. Questo il messaggio importante che vuole passarmi: “Se la vita ti fa uno sgambetto, tu rispondile con una pernacchia. Vivi dei momenti gioiosi, non stare a rivangare il passato. Sorridi alla vita. E poi rialzati”.

Grazie Maria

 

Il contenuto dell’articolo e la divulgazione delle immagini pubblicate sono state autorizzate dalla signora Maria.