Qual è il ruolo di un animatore sociale per anziani all’interno di un’RSA?

Scopriamolo in questo articolo.

L’Animatore Socio-Culturale, l’animatore sociale per anziani, è una figura professionale nata recentemente e di fondamentale importanza in contesti di particolare disagio e fragilità, come le Residenze Sanitarie Assistenziali.

Dal punto di vista del benessere psicologico ed emotivo e del miglioramento complessivo della qualità della vita, l’Animatore, attraverso attività ludico-espressive e creative, promuove la partecipazione sociale, il raggiungimento del benessere soggettivo e il miglioramento della qualità di vita delle persone.

Tutto questo per permettere un ritrovato stato di serenità e di benessere e favorire la socializzazione fra i vari ospiti.

Quali sono le principali funzioni dell’animatore sociale per anziani

Le principali attività che l’Animatore organizza settimanalmente sono: laboratori creativi, attività motorie, attività educative, uscite organizzate e spettacoli.

Da questo punto di vista, il ruolo dell’animatore è aiutare le persone anziane a sentirsi utili anche in una condizione di non autosufficienza fisica.

L’animazione sociale infatti, deve garantire il raggiungimento del benessere psicofisico sia per il singolo che a livello collettivo.

L’Animatore Sociale può operare all’interno di strutture differenti, da quelle destinate ai servizi per l’infanzia e l’adolescenza, come ad esempio centri di aggregazione giovanile, comunità per minori e ludoteche, ma può anche lavorare in servizi per soggetti con disabilità psichiatriche e psico-fisiche, e in contesti residenziali e territoriali per anziani, come le case di ripose e i centri diurni.

In ambienti come le case di riposo, la persona anziana si ritrova a dover confrontarsi con una nuova immagine di sé: non è più attiva a livello lavorativo, è affetta da patologie che magari la rendono non più autosufficiente, ma soprattutto è lontana dagli affetti familiari e dalla propria abitazione.

Tutto questo può causare nell’anziano un sentimento di smarrimento, delusione e persino di depressione, il ché incide negativamente sulla qualità della vita e può avere conseguenze anche sul benessere fisico dell’anziano.

Ecco perché, all’interno di case di riposo, le attività promosse dall’Animatore, diventano importanti per creare un ambiente stimolante e fornire alla persona anziana l’occasione per rimettersi in gioco e riscoprirsi ancora utile, capace di fare e di essere, in modo che l’anziano riacquisti il proprio ruolo attivo anche nella vecchiaia.

Per questo, anche semplicemente la capacità di ascolto è una delle competenze principali dell’animatore sociale per anziani, perché in questo modo sa come promuovere la partecipazione di tutti gli ospiti.

Inoltre, all’interno di case di riposo l’anziano può percepire un senso di abbandono che può spesso comportamenti di isolamento, anche in questi casi diventa fondamentale l’attività dell’Animatore, che deve facilitare e promuovere la socializzazione ed il rapporto con l’ambiente e con gli altri ospiti della struttura.

L’Animatore Sociale, quindi, lavorando a stretto contatto con le persone, deve possedere conoscenze di base di psicologia, pedagogia e sociologia.

Il punto di partenza del metodo animativo è sempre però, come abbiamo già detto l’ascolto, ovvero la capacità di conoscere in maniera empatica la persona anziana, instaurando fin da subito con lei una reciproca relazione di fiducia e di affetto.

Solo in questo modo questa figura professionale potrà proporre sempre le attività più idonee al raggiungimento del benessere psico-fisico dell’anziano.