Quando una persona anziana ha una malattia che non può essere più curata, il suo stato fisico e quello psicologico sono entrambi molto sofferenti.

Questo tipo di sofferenza così gravosa e pesante si estende anche ai familiari che negli ultimi giorni della vita del proprio caro si trovano a dover affrontare situazioni spossanti ed estremamente logoranti perché dal punto di vista del cuore non è mai facile lasciar andare il proprio caro.

In questa condizione possono intervenire con cura ed attenzione le cosiddette cure palliative che nel pieno rispetto della dignità di una persona e del suo diritto alla salute, agiscono migliorando la qualità delle vita del paziente e delle persone a lui vicine durante questo momento particolare.

A tal fine, il 30 marzo del 2017, è stata siglata la “Carta Delle Religioni Per Le Cure Palliative Per Le Persone Anziane”, un documento in cui medici, attivisti e pazienti delle maggiori Religioni si sono trovati all’Accademia Pontificia Per La Vita per dichiarare che le persone anziane hanno il diritto legittimo ad accedere a questo tipo di cure in grado di aiutarle.

La vita segue un processo naturale e le cure palliative non sono da considerarsi secondo il Documento, inviato a Governi ed alle principali Autorità politiche e spirituali, strumenti atti a ne allungare e ne ad accorciare tale processo.

Questo tipo di cura invece, che coinvolge sia l’uso di farmaci che un profondo e costante sostegno psicologico, allieva la sofferenza di un malato terminale e gli permette di vivere in maniera più serena gli ultimi giorni della sua vita.

A questo si aggiunge la capacità di una cura palliativa di permettere alla persona malata di comunicare al meglio che può in quel momento sia con la propria famiglia che con i medici che la stanno assistendo.

Una cura palliativa aiuta soprattutto la persona affetta da demenza e quella che soffre di scompensi cardiaci e la sua somministrazione è una scelta medica e morale che accompagna con premura ed amorevolezza l’evento fisiologico naturale.