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Christmas Blues: cos’è e come affrontarla!

 

Che depressione questo Natale!

Trascorrere dei momenti piacevoli per addobbare insieme l’albero di Natale, decorare la casa con le luci, ascoltare le canzoni natalizie e vedere pacchi e pacchetti colorati in giro per casa.

Il Natale pare proprio essere il periodo più bello dell’anno.

É veramente così per tutti?

Non proprio, a volte questa festività tanto attesa intristisce e rende malinconici.

Gli esperti la chiamano «Christmas Blues» e può essere identificata come una sorta di depressione che fa capolino nel periodo natalizio.

Sono tante le persone che soffrono di questo malessere, soprattutto se stanno attraversando un periodo di socialità scarsa.

Pensiamo, ad esempio, ad un anziano che deve affrontare la morte del coniuge: la tristezza è spesso unita a cambiamenti radicali del proprio stile di vita, non facili da afforontare.

Anche solo il trascorrere il pranzo di Natale lontano dalla propria casa, può generare questo senso di solitudine. Può capitare che, il ricordo del Natale trascorso nella famiglia di origine con usanze e tradizioni passate, possa fare emergere questa tristezza.

Con la fine dell’anno, inoltre, arrivano i primi bilanci: sono riuscito a fare ciò che mi ero prefissato? Ho degli amici con cui confidarmi? I miei familiari mi sono vicini tanto nei momenti belli che nelle difficoltà?

Spesso, queste domande non sono così esplicite ma si celano sotto forma di malessere e vengono «a galla» semplicemente se, ad esempio, pensiamo ad organizzare una cena di Natale e non abbiamo in mente chi invitare.

Nel periodo delle festività, in alcune presone, si fa avanti prepotentemente il senso di solitudine e fallimento per ciò che non si è portato a termine.

 Chi è maggiormente a rischio?

Sicuramente chi ha perso una persona cara, chi vede la fine di una relazione o semplicemente chi accusa  la lontananza fisica di una persona a cui vuole bene.

La stagione invernale, che porta con sè meno ore di luce, è un altro elemento che può influire sul malessere e sul calo del tono dell’umore.

Anche i soggetti che solitamente trascorrono tante ore fuori casa per lavoro, ritrovandosi a stretto contatto con la famiglia per le festività, se già vi sono conflitti irrisolti, possono reagire negativamente a questa eccessiva vicinanza.

Ma quali sono i sintomi della «Christmas Blues»?

Possono evidenziarsi mal di testa, insonnia, mancanza di appetito, ansia, senso di soffocamento, senso di vuoto e tristezza, senso di colpa – per non essere, ad esempio, all’altezza di preparare il tutto per i giorni di festa – , difficoltà di concentrazione su  un compito specifico, esaurimento psico-fisico.

Da notare che, proprio in questo periodo, è stato riscontrato un aumento delle richieste di supporto psicologico e di psicoterapia.

Anche se di difficile identificazione, perchè questo momento di assoluta tristezza non è facilmente associabile al periodo gioioso delle feste, spesso si percepisce un malessere generale che porta la persona a richiedere un aiuto.

Alla  base vi  è già  una lieve depressione che tende ad acuirsi in corrispondenza delle festività.

I dieci suggerimenti  per  rimediare alla «Christmas Blues»

  • sicuramente un buon rimedio è quello di riflettere sul fatto che, nonostante le feste portano con sè un notevole stress e sottopongono alla cosiddetta «ansia da prestazione», sarebbe opportuno dilazionare il raggiungimento dei propri obiettivi personali durante tutto l’anno e non concentrarli  il 25 dicembre. Non di rado, nelle feste aumenta il desiderio di essere migliori sia sul fronte affettivo che professionale: avere  più amici, migliorare la qualità delle relazioni, avere promozioni e gratificazioni dal punto di vista lavorativo
  • lavorare sul concetto che, sia le feste sia le vacanze estive, non devono essere il periodo del «tutto perfetto». Qualcosa potrà anche andare storto e può anche mancare la voglia di ridere e di avere il sorriso stampato sul volto: la ricerca della perfezione genera aspettative che vanno inevitabilmente ridotte per stare al meglio.
  • La preparazione dell’evento può generare stanchezza e rendere la persona più irritabile: per questo bisognerebbe non sconvolgere del tutto i propri ritmi ma assecondare il più possibile desideri e bisogni.
  • Fondamentale è assecondare le proprie emozioni, anche se negative: normale non sentirsi a proprio agio nel trascorrere del tempo, ad esempio, a tavola con persone con non si frequentano durante il resto dell’anno. Ricordiamoci che Natale non fa rinascere improvvisamente rapporti logorati o da tempo inesistenti.
  • Assecondiamo la nostra mente e il nostro corpo scavalcando i luoghi comuni: ad esempio, se il nostro fisico ci richiede relax è inutile forzarlo e partecipare agli innumerevoli party festivi!Stesso discorso vale per i regali: se non abbiamo voglia di correre tra i negozi per lo shopping dell’ultimo minuto evitiamolo: un dono fatto controvoglia è peggiore di un dono non fatto.Tutta questa freneticità fa divenire il Natale una sorta di lavoro che ha poco a che fare con il benessere della personale.
  • Guardiamo i traguardi non raggiunti in positivo: se qualcosa è andato storto abbiamo tutto l’anno dinanzi per rifarci e per modificare quelle abitudini che ci hanno fatto stare male. L’inizio dell’anno è un pò come l’inizio di un anno scolastico: ricominciamo tutto daccapo, facendo tesoro degli insegnamenti passati.
  • Obiettivi concreti da portare avanti: spesso accade che le persone, a inizio anno, si circondano  di obiettivi poco fattibili, una sorta  di dieta che comincia sempre di lunedì.Pensiamo a pochi step da raggiungere e, soprattutto, a obiettivi ancorati al qui ed ora e attuabili.
  • Pianificate il rientro alla normalità: se lavorate, ad esempio, segnate le priorità lavorative da dover svolgere al vostro rientro
  • Niente cibo per compensare la tristezza.Cercate di controllare l’assunzione di cibo: esagerando con i pranzi festivi e con i brindisi potrebbero crearsi dei distrurbi del ritmo sonno-veglia, in più potrebbero aumentare i sensi di colpa legati alle cosiddette abbuffate natalizie.
  • Spegnete la televisione che, in questo periodo, si colora di insolito buonismo e uscite a fare una passeggiata da soli, possibilmente a contatto con la natura: il vostro corpo e la vostra mente vi ringrazieranno!