A causa di una serie di cambiamenti a livello fisiologico che inibiscono l’area del cervello che si occupa dello stimolo della sete, con il passare dell’età, la persona anziana tende a sentire sempre meno il bisogno di bere.

Lo stimolo della sete infatti, con il processo d’invecchiamento, subisce una naturale inibizione che può scatenare fenomeni di disidradatazione.

Uno stato di disidrazione, in una persona anziana, può essere molto pericoloso perché può innestarsi in patologie già presenti come una malattia renale, cardiaca, neurologica o polmonare.

Inoltre, la mancanza di acqua, ha la capacità di generare delle alterazioni dirette sulle terapie farmacologiche come i lassativi ed i diuretici generando con il tempo pericolosi disequilibri.

Una persona anziana inoltre, soprattutto se ha dei problemi motori, tende a bere di meno per non andare in bagno e in una giornata calda e questo comportamento può generare delle problematiche che vanno dalla semplice secchezza alle labbra per poi passare a crampi, cefalee e in alcuni casi ad addirittura stati confusionali.

Per questo motivo, una persona anziana deve bere con regolarità e alimentarsi con frutta e verdura.

Da questo punto di vista, solitamente un adulto necessita di due litri di acqua al giorno ma è sempre meglio rivolgersi al proprio medico di fiducia e allo specialista per conoscere con esattezza la quantità di liquidi di cui abbiamo la reale necessità.