Il drenaggio linfatico manuale o linfodrenaggio, trova le sue origini agli inizi degli anni ’30 con Il dott. Vodder, un fisioterapista danese, che, con l’appoggio della moglie e di alcuni fisiologi, sviluppò la metodologia di trattamento ancora in uso.

Dopo una prima presentazione a Parigi, il metodo venne apprezzato in primo luogo in campo estetico e successivamente anche nel campo del recupero funzionale, per insufficienze venose, traumi articolari, patologie reumatologiche, infiammazioni croniche, acufemi labirintiti, patologie a carico del tessuto connettivo e del pannicolo adiposo, patologie del sistema nervoso centrale ed in ambito dermatologico.

Il sistema linfatico, complesso costituito da ghiandole linfonodi e vasi, è un sistema di drenaggio che trasporta i fluidi reflui del nostro organismo, dalla periferia alle stazioni linfonodali centrali passando per alcuni punti nevralgici, in cui la linfa viene filtrata e depurata, per poi arrivare sterile ad essere reinserita nella circolazione sanguinea.

Il linfodrenaggio è così un trattamento dolce e superficiale, che punta ad incrementare e a stimolare il ritorno della linfa, dalle stazioni più periferiche ai linfonodi più profondi ed importanti situati nella zona retroclaveare.

La linfa scorre ad un ritmo molto lento che va dalle 4 alle 8 contrazioni e spinte al minuto, successivamente ad un trattamento si possono raggiungere anche le 50 contrazioni; va da sé che il primo grande beneficio che apporta questo tipo di trattamento sia quello drenante e antiedematoso.

Questo tipo di trattamento fa rifluire più velocemente dei liquidi che ristagnano nel nostro organismo e li porta ad essere filtrati, sterilizzati, stimolando anche le nostre difese immunitarie e donando sollievo e benessere immediato al nostro corpo.

Le manovre che si applicano sul corpo, comportano l’appoggio leggerissmo delle mani che si susseguono, portando una pressione delicata e superficiale con movimenti ripetuti e blandi dalla periferia al centro.

Fra gli altri aspetti benefici che possiamo annoverare, troviamo sicuramente un effetto immunitario, grazie alla stimolazione linfonodale, un effetto trofico cicatrizante e rigenerante, in quanto, andando a stimolare il microcircolo e a liberare i tessuti dalle sostanze di scarto, verrà lasciato più spazio a sostanze e nutrienti per lo sviluppo di nuovi tessuti.

In ultimo ci sarà un effetto antalgico e rilassante grazie al ritmo lento e continuo del trattamento ed alla pressione delicata che va ad agire sul sistema neurovegetativo.

Il linfodrenaggio è un trattamento che può essere applicato su vastissima scala per le sue caratteristiche ma presenta comunque alcune controindicazioni in caso di neoplasie, tumori in corso, insufficienze cardiache e stadi infiammatori acuti da malattia e l’ipertiroidismo.