6 consigli per affrontare l’inverno con un malato di Alzheimer

L’inverno è alle porte.
Come nel periodo estivo, anche nella stagione fredda è bene prendersi cura della salute dell’anziano, in particolare risulta fondamentale porre maggiore attenzione al Malato di Alzheimer, riflettendo su quanto e come il cambiamento climatico possa influire sul suo benessere psico-fisico.

  1. Ecco qualche semplice suggerimento per affrontare il freddo:
    Attenzione alla sindrome del tramonto o sindrome del sole calante, tradotta dall’inglese “Sun Down Syndrome”, che, solitamente, colpisce le persone affette da demenza.
    Cosa accade nello specifico?
    Quando gli ultimi raggi di sole scompaiono si manifesta, nella persona con demenza,uno stato confusionale, l’incapacità di mantenere l’attenzione anche su compiti basici, la disorganizzazione del pensiero e del discorso, l’inversione dei ritmi di sonno e veglia e, in casi più gravi, deliri e allucinazioni.
    Queste manifestazioni compaiono nel tardo pomeriggio, per poi aumentare durante la sera e la notte.
    Fondamentale è ridurre al minimo le richieste nelle ora serali – ad esempio eliminare qualsiasi attività, anche educativa e/o fisioterapica, che stanca mentalmente e fisicamente – .
  2. Idratazione e alimentazione al primo posto
    Come nel periodo estivo, anche in inverno è fondamentale capire cosa mangia e cosa beve la persona anziana.
    Ancora più attenzione va posta quando abbiamo dinanzi un anziano con Alzheimer perché, soprattutto con temperature rigide, difficilmente avvertirà la necessità di bere e, qualora l’avvertisse, potrebbe avere anche difficoltà nell’esprimere tale necessità.
    Ricordiamogli noi di bere e di mangiare adeguatamente e in maniera organizzata.
    Con le temperature rigide una bevanda calda può divenire un vero toccasana.
  3. Scegliete l’abbigliamento idoneo
    La persona con Alzheimer spesso ha difficoltà nel vestirsi e, ancor più nello scegliere l’abbigliamento adeguato alle stagioni.
    È importante essere noi ad aiutarla nel vestirsi, in modo che possa avere un abbigliamento idoneo sia all’interno che all’esterno delle abitazioni.
    Entrando in ambienti caldi, è bene togliere gli strati di indumenti eccessivamente pesanti per evitare di sudare e quindi di potersi raffreddare.
    Sarebbe opportuno prediligere il cosiddetto “abbigliamento a cipolla”, in modo da adeguarlo alle variazioni climatiche.
  4. Per le uscite attenzione alla scelta dell’orario
    Godersi una bella passeggiata è una panacea per il nostro caro perché aiuta la circolazione, la digestione e anche per il buonumore.
    Attenzione però all’orario e alle temperature scelte: evitare le giornate e i momenti n cui le temperature sono troppo rigide come la mattina presto, la sera e la notte.
    Il disorientamento spazio-temporale dell’anziano con Alzheimer e la diversità di percezione del freddo, farà sì che la persona potrà anche chiederci di uscire nelle ore della mattina o della sera/notte che sono le più fredde.
    Diamo noi dei tempi idonei, promettendo alla persona di uscire ad un orario ben preciso che comunichiamo.
    Se vediamo la persona innervosirsi, perché la sua richiesta non è assecondata, proviamo a distrarre la sua attenzione coinvolgendolo in attività differenti.
  5. Illuminare gli ambienti
    In inverno i momenti di luce naturale si riducono, buona norma è creare un sistema di illuminazione adeguato evitando zone d’ombra.
    La poca illuminazione se da una parte crea un momento di riposo e di relax, dall’altra può spaventare il Malato di Alzheimer.
    La poca illuminazione agevola la perdita dei punti di riferimento dati dall’ambiente che appare come nuovo e ostile.
    Prendiamo spunto dagli svedesi che, a causa delle poche ore di luce del sole, studiano, negli ambienti casalinghi, dove predisporre lampade e punti luce, che creano un’atmosfera intima e rilassante.
  6. Chiacchiere & Sorrisi
    Certamente questo consiglio non ha stagione.
    Ancora di più nel periodo invernale, quando si sta maggiormente a casa, creiamo uno spazio di ascolto empatico con l’anziano, chiacchieriamo con lui, coinvolgendolo in qualche attività ricreativa e sorridiamo insieme!