La disabilità è la condizione di chi, in seguito a una o più menomazioni, ha una ridotta capacità d’interazione con l’ambiente sociale rispetto a ciò che è considerata la norma, pertanto è meno autonomo nello svolgere le attività quotidiane e spesso in condizioni di svantaggio nel partecipare alla vita sociale. Mentre la disabilità viene intesa come lo svantaggio che la persona presenta a livello personale, l’handicap rappresenta lo svantaggio sociale della persona con disabilità. Le origini della parola “handicap” risalgono a descrivere una condizione di svantaggio fisico; questa parola descrive due dati di fatto che, dall’inglese possono fare scaturire un’immagine precisa di ciò che vuole descrivere.

Scomponendo questa parola, si denota un significato che molti non sanno, perché è sempre stato dato per scontato il concetto vero e proprio di “handicap”. La parola handicap racchiude 2 parole: “hand” e “cap”. Dall’inglese “hand” significa mano e “cap” significa cappello. Traducendo la parola intera, si deduce la seguente descrizione: “mano nel cappello” con cui era chiamato un gioco d’azzardo inglese del 1600, che consisteva nell’introdurre una mano (hand) in un berretto (cap) ed estrarre delle monete. Poi si diffuse nella terminologia ippica. Alla fine dell’Ottocento handicap fu chiamato il peso extra imposto al cavallo superiore. Quindi inizialmente a portare l’handicap era il cavallo migliore, il più fortunato, in modo da rimettere in parità i cavalli meno dotati alla partenza della gara. Nel tempo la parola ha rovesciato il suo significato. E oggi, sempre dall’inglese to handicap (ostacolare, creare uno svantaggio, indica “lo svantaggio rappresentato da minorazioni di tipo motorio o sensoriale o intellettivo o affettivo ai fini di un normale inserimento nella vita sociale in tutte le sue manifestazioni” Da cui handicappato come aggettivo e poi come sostantivo.

Al centro diurno disabili di Villaggio Amico la disabilità è accolta sotto le sue diverse forme e ogni attività svolta é finalizzata alla promozione integrale della persona con particolare interesse alla sfera emozionale, cognitiva e riabilitativa. Attraverso le attività strutturate e non strutturate ci impegniamo nel raggiungimento di tali obiettivi, una delle attività che coinvolge la persona nella sua totalità é il teatro.

Il teatro come strumento di relazione e conoscenza di sé attraverso l’incontro con il gruppo e con la propria identità.

Il teatro come mezzo di espressione e scoperta, per accompagnare i singoli individui ad una maggiore conoscenza e consapevolezza delle proprie potenzialità e mettendo in luce le diverse abilità, l’obiettivo è di migliorare le condizioni psico-fisiche degli ospiti con il superamento della separazione del disabile dal mondo “normale”, convinti che sia incapace di sviluppare proprie potenzialità; tutto ciò favorisce l’integrazione sociale. Il teatro infatti va visto come apertura verso la comunità, come possibilità di incontro con il territorio: l’arte teatrale come ponte tra sé e il mondo.

Alla fine dell’attivitá teatrale che si svolge all’interno del calendario settimanale siamo riusciti a realizzare uno spettacolo da mostrare al territorio, in collaborazione con la residenza sanitaria assistenziale abbiamo messo in scena: “Gris la brillantina é per sempre”Gris, la brillantina è per sempre