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Le terapie non farmacologiche

Anche la creatività è una medicina

 

La medicina tradizionale funziona ed allo stesso tempo, negli ultimi anni, si sono sviluppate tecniche complementari di gestione dell’Alzheimer in grado di completarne l’approccio.

 

Queste tecniche vanno sotto il nome di “Gentle Care”, “Cure Dolci”, una serie di attività che donano alla persona affetta da Alzheimer nuovi punti di riferimento per sostanziare lo spazio che la circonda e viverlo in maniera più serena.

 

Questa nuova filosofia offre una gamma di terapie non-farmacologiche che distendono il paziente alleviando le situazioni di stress connesse alla malattia.

 

Eccole:

 

musicoterapia ambientale e di gruppo perché la musica ha la capacità di calmare e rasserenare

 

laboratorio creativo giapponese, in collaborazione con un’insegnante d’arte orientale, dove vengono eseguite attività manuali di telaio, mosaico e collage che stimolano la creatività

 

Doll Therapy che mediante l’ausilio di una bambola appositamente studiata distende e rilassa il paziente distraendolo dal wandering e dal pensiero ossessivo.

 

Snoezelen Room, una stanza in grado si rasserenare gli ospiti attraverso la presentazioni di stimoli visivi ed olfattivi di natura rilassante.

 

Attività motorie di gruppo che coinvolgono i pazienti e preservano la loro capacità di mantenere l’autonomia di movimento.

 
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